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Sommario del fascicolo nove

n° 9

22 Dicembre 2025

L’edificio del diritto è costruito di autori e di testi, autori che scrivono testi e testi che raccontano di autori essenziali per comprendere l’esperienza del diritto: ne offre concreta testimonianza il numero che chiude il terzo anno di vita di Accademia, nel quale numerosi sono i testi che riguardano uomini e libri.

Il lettore troverà nella sezione Confronti, accanto al ricordo intriso di devozione e affetto che Emanuela Navarretta e Elena Bargelli dedicano a Umberto Breccia, le attente riflessioni che Carmelita Camardi e Silvia Amati svolgono sul pensiero di Giovanni B. Ferri e Cesare Grassetti. Giuristi appartenenti a generazioni diverse e tuttavia accomunati dalla riconosciuta centralità del contributo dato da ciascuno su temi, quali ad esempio la causa e l’interpretazione del contratto, tuttora essenziali per la storia del pensiero giuridico.

Sul libro più recente di Giuseppe Vettori, Persona e Pluralismo, nella sezione Intersezioni si svolge il dialogo che Arianna Fusaro e Roberta Montinaro conducono con l’Autore, raccogliendo e condividendo l’idea portante del libro sul rilievo da riconoscere al concetto di persona, come idoneo a catalizzare l’attenzione sui diritti fondamentali che nella attuale difficile stagione sono esposti ad attacchi da vecchi e nuovi poteri.

L’uso del lemma concetto intenzionalmente rinvia ad altri importanti contributi ospitati nella medesima sezione che ruotano intorno ai rapporti epistolari intrattenuti da Benedetto Croce con alcuni giuristi del suo tempo. L’occasione è data dalla pubblicazione del carteggio del filosofo, curata da Luisa Avitabile con la presentazione di Natalino Irti; alle preziose pagine di entrambi si aggiungono le considerazioni svolte da Mauro Grondona e da Andrea D’Angelo, componendo così un quadro suggestivo ed aggiornato delle interrelazioni tra filosofia e diritto.

Diritto che non è solo riflessione teorica ma pratica concreta chiamata a confrontarsi con gli enunciati normativi e con la loro applicazione nella prassi.

Al modo di applicazione delle norme offerto dalle decisioni è dedicato nella sezione Orientamenti lo studio di Chiara E. Tuo e Chiara Gambino, attento al riconoscimento nell’ordinamento domestico delle decisioni adottate in altri Stati europei in materia di

crisi familiare, mentre nella sezione Opinioni Tommaso De Mari illustra le disposizioni della nuova direttiva UE 2024/2853 sulla responsabilità da prodotto difettoso, mettendo bene a fuoco le difficoltà che il modello di tutela del consumatore incontra quando si confronta con il mutato contesto produttivo dell’economia digitale.

L’analisi cui è dedicata la sezione Opinioni mostra come la giurisprudenza più recente presti anch’essa attenzione ad entrambi i temi della famiglia, nell’accezione aggiornata del termine, e della tutela del consumatore. Così, mentre Giulia Biagioni esamina Cass. 17 settembre 2025, n. 25495, sull’applicabilità della disciplina dell’assegno a seguito della crisi dell’unione civile, Emanuela Zito riferisce del nuovo rinvio alla Corte di Giustizia di quesiti circa la nullità dei contratti a valle della accertata manipolazione dell’Euribor e Mario Renna spiega come Cass. 10 luglio 2025, n. 18834 abbia chiarito che all’effettività della tutela del consumatore non è di ostacolo la conclusione del contratto per atto notarile. Ancora dalla giurisprudenza viene poi la sollecitazione a considerare il ruolo da attribuire alle regole della responsabilità civile rispetto al contenzioso sul clima: la decisione resa da Cass. S.U. 21 luglio 2025, n. 20831 in sede di regolamento di giurisdizione è illustrata da Federico Pistelli che ne segnala i profili problematici, proponendo di adottare il diverso approccio dell’obbligazione di pianificazione climatica.

Accademia aspira ad essere luogo privilegiato per seguire il dibattito sulle idee portanti del sistema in un dialogo affidato a contributi collocati nelle diverse sezioni. Mauro Grondona, nella sezione Confronti, ricorda la ristampa del corso sui profili costituzionali della proprietà tenuto da Giovanni Tarello nell’anno accademico 1972-1973, mostrando l’attualità dell’antica lezione; attualità del tema della proprietà che trova conferma nell’attenta analisi che, nella sezione Opinioni, Giuseppe Guizzi svolge sulla nota decisione di Cass. S.U. 11 agosto 2025, n. 23093 circa la piena ammissibilità della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare, insuscettibile di sindacato in termini di abuso. Altra correlazione è quella instaurata tra l’analisi, condotta da Giulio Biancardi nella sezione Orientamenti, sulle decisioni in materia di restituzioni conseguenti alla risoluzione per inadempimento dell’intermediario finanziario e l’acuta riflessione, che lo stesso Autore definisce provocatoria, svolta nella sezione Intersezioni da Vincenzo Roppo a proposito dei problemi posti dalla risoluzione per inadempimento.

Accademia vuol restare fedele al programma, già delineato nel primo numero, di seguire gli accadimenti normativi tramite i quali si tenta di governare il fenomeno digitale.

Un fenomeno del quale Susanna Sandulli, nella sezione Osservatori, coglie i riflessi sul rapporto di lavoro, rimarcando nell’esame di legislazioni di altri Paesi la rilevanza da assegnare al diritto alla disconnessione. Nella sezione Confronti, i contributi di

Vincenzo Ricciuto, Roberto Caso, Paolo Guarda e Nicoletta Muccioli valgono invece a mettere a fuoco le regole poste dal recente Regolamento UE 2025/327, EHDS European Health Data Space, cogliendo da diverse, ma coerenti, prospettive il significato del nuovo atto normativo. L’EHDS, nel tracciare uno spazio europeo per la circolazione dei dati sanitari, deve necessariamente confrontarsi con le regole dell’ormai risalente GDPR e dal dialogo tra acronimi si ricava una sorta di ecosistema digitale europeo che merita attenzione nel momento attuale nel quale la stessa legislazione europea viene messa in discussione. A dar conto del problema, la riflessione di Virginia Zambrano, ancora nella sezione Osservatori, spiega bene come nell’esperienza americana venga risolto il conflitto tra autodeterminazione e accesso ai dati sanitari.

Buona lettura!