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Sommario del fascicolo dieci

n° 10

24 Aprile 2026

 Il lettore assiduo avrà constatato come Accademiavada assumendo una sua peculiare fisionomia, coniugando l’attenta osservazione dei nuovi rilevanti accadimenti normativi e giurisprudenziali con la riflessione sul più vasto contesto culturale nel quale si colloca l’esperienza del diritto civile. 

Il secondo aspetto è messo particolarmente in evidenza dai contributi presenti nelle varie sezioni del primo fascicolo del 2026. Così, nel saggio che apre la sezione Confronti, Federico Toniato delinea in parallelo il ruolo che Massimo Bianca e Nicolò Lipari hanno rivestito sul piano della cultura giuridica, osservando che il giurista, interprete credibile del clima del tempo, è contemporaneamente letterato, artigiano e critico del diritto. La dimensione culturale del giurista è del resto messa autorevolmente in luce nella conversazione autobiografica che Antonio Padoa-Schioppa ha avuto la cortesia di consegnare alle pagine di Accademia, mostrando, nella sezione Intersezioni, quanto sia proficua l’analisi della legislazione, della dottrina, della prassi e della giurisprudenza riguardate nella prospettiva storica; una storia che, come insegna l’Autore, non si può comprendere se non si considera cosa è successo fuori d’Italia. 

Alla dimensione storica anche d’Oltralpe, hanno appunto riguardo le riflessioni che, nella medesima sezione, Irene Stolzi, Valerio Pescatore, Francesco Gambino e Mauro Grondona svolgono intorno al discorso giuridico restituito dal discorso letterario, recependo le suggestioni che provengono dal secondo e più recente libro che Giuseppe Guizzi ha dedicato al suo amato Balzac. 

Ancora nella sezione Intersezioni, la spiritosa sagacia di Vincenzo Zeno- Zencovich avverte come di fronte alla cultura digitale, quale si è andata evolvendo in un breve (se misurato con la storia del genere umano) arco di tempo, sino al più recente approdo dell’IA, non sia condivisibile l’approccio allarmato, sovente acriticamente diffuso tra i giuristi, ai quali invece suggerisce di mettere meglio a fuoco il valore della non arrestabile innovazione informatica e di studiare i modi per renderla meno generatrice di problemi e di eventi dannosi. 

La brillante sollecitazione trova immediate e articolate risposte in altri contributi. 

Da un lato, nella sezione Orientamenti, l’accurata riflessione sulle ODR svolta da Enrico Minervini spiega come proprio il ricorso a sistemi di IA possa agevolare e favorire la risoluzione delle controversie online e l’attenta analisi di Marco Dell’Utri individua nell’uso dell’IA un elemento di arricchimento del dialogo tra paziente e medico nell’ambito della relazione di cura, di sicuro interesse per l’alleanza terapeutica. 

Dall’altro, mentre Stefania Pia Perrino mette in luce, nella sezione Opinioni, come la pseudonimizzazione dei dati, di per sé idonea ad escludere il pesante apparato regolatorio imposto dal GDPR, non è valsa ad evitare interventi giurisprudenziali della Corte di Giustizia sul ‘rischio’ di re-identificazione, lo studio che Gaetano Guzzardi dedica, nella sezione Confronti, al mercato delle piattaforme digitali ribadisce invece la necessità di una regolamentazione che non abdichi alla dimensione assiologica, facendo ricorso ai princìpi e ad un uso più incisivo ma metodologicamente controllato delle clausole generali. 

L’attenzione agli accadimenti normativi è rivolta innanzi tutto, ed ovviamente, alle modifiche delle disposizioni del codice civile in materia di successioni, indirizzate a semplificare la circolazione degli acquisti donativi più che ad erodere la posizione dei legittimari. Nella sezione Opinioni, i contributi di Giulia Donadio e Andrea Maria Garofalo illustrano efficacemente la portata della novella. 

Ancora su un recente accadimento normativo, di reazione alla nota pronuncia delle Sezioni Unite n. 23093/2025 sull’ammissibilità della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare, alla quale Accademiaha dedicato attenzione nei precedenti fascicoli, intervengono Ilaria Riva e Rolando Quadri nella sezione Confronti, spiegando con accurate riflessioni e diversità di accenti le criticità della nuova disposizione di legge. 

Le riflessioni dei giuristi non sono sempre e solo rivolte alle novità normative, mentre sovente considerano il significato di disposizioni già da tempo vigenti. 

Ne offrono significativa testimonianza i rilievi che, nella sezione Intersezioni, Maria Vita De Giorgi e Veronica Montani rivolgono ai gruppi intermedi, la cui scarna disciplina nel libro primo del codice civile ha rappresentato il modello delle forme di partecipazione e di associazionismo del Novecento e che ora deve confrontarsi con altre forme di aggregazione indotte dai social media. Ed ancora le considerazioni che Andrea Nervi, nella sezione Confronti, muovendo da una normativa di settore risalente, svolge sulla forma ‘consorzio’, con un intelligente recupero delle regole di organizzazione e di responsabilità. 

Al tema della responsabilità sono altresì dedicati, nella medesima sezione, i contributi di Massimo Basile che traccia il quadro sapiente della funzione di prevenzione degli illeciti svolta dalle Autorità di Vigilanza, e di Massimo Paradiso che compie l’accurata e suggestiva ricostruzione del ruolo da assegnare al danno ambientale, nella cui disciplina coglie 

la torsione dalla funzione riparatoria alla funzione di tutela del bene ambiente. 

Anche nella sezione Osservatori il saggio di Angel Francisco Carrasco Perera è dedicato al tema della responsabilità, esaminato nel dettaglio con riferimento alla legge spagnola del 2021 sulla tutela degli incapaci ed approfondito con riguardo ad una specifica decisione. 

Diversi e diversamente rilevanti episodi giurisprudenziali sono oggetto di accurate analisi. 

Nella sezione Orientamenti, Francesca Cristiani torna sulla disciplina dell’adozione ed esamina ora la sentenza della Corte Costituzionale n. 210/2025 che, con riferimento all’adozione in casi particolari, ha rimosso il divieto di sostituzione del cognome dell’adottato con quello dell’adottante. Caterina Murgo illustra la decisione della Corte Costituzionale n. 7/ 2026 che, nella prospettiva della sospensione del decorso del termine di prescrizione, conferma il rilievo sociale ormai assegnato alla convivenza di fatto. 

Nella medesima sezione, Francesco Molinaro svolge un’attenta ricostruzione del ruolo delle pene private che non solo trovano da tempo controverso riconoscimento nella giurisprudenza, ma sembrano incontrare il favore del legislatore in settori specifici dell’esperienza, qual è quello delle locazioni. Nella sezione Opinioni, Filippo Macrì dà contro della recente decisione della Cassazione che invita a riconsiderare l’altrettanto controverso tema delle polizze claims made 

In risposta alle acute ed intriganti domande di Roberto Conti, il lettore troverà, nella sezione Intersezioni, una conversazione a più voci su una questione centrale del diritto e del processo, del diritto che si realizza nel processo civile. Tra due insigni processualcivilisti, Romano Vaccarella e Bruno Sassani, e due autorevoli magistrati, Mauro Di Marzio e Paolo Spaziani, si svolge un dialogo serrato sul quesito, anzi sui quesiti, di come tramite il processo possa essere raggiunta la verità, di quale verità possa dirsi realizzata nel processo e in definitiva, per riprendere le parole di Capograssi poste in esergo, quale sia oggi il senso del processo. 

Buona lettura!