Sommario del fascicolo numero tre

n° 3 18 Dicembre 2023

Mario Nuzzo è stato tra i soci fondatori dell’Associazione dei civilisti italiani ed è con affettuosa riconoscenza che la Rivista, della quale aveva auspicato ma purtroppo non ha potuto vedere la nascita, pubblica le relazioni e gli interventi svolti da Giuseppe Vettori, Liliana Rossi Carleo, Enrico Minervini, Mirzia Bianca, Maddalena Rabitti e Francesco Ricci nel Convegno tenuto nel settembre di quest’anno in sua memoria. Relazioni e interventi che tornando sui temi propri dell’autonomia privata a Lui cari, vogliono così continuare un dialogo che non può ritenersi interrotto giacché trae linfa dai Suoi scritti e ne sollecita una rilettura nel segno della persistente attualità. I contributi sono ospitati nella sezione Confronti a sottolineare come la ricerca scientifica nasca e si svolga nel dialogo con le opinioni soprattutto di chi, come Mario, ha avuto la «capacità rara di anticipare ciò che accade oggi», come ha ben osservato Giuseppe Vettori nel brillante saggio sul ‘pensiero di Mario Nuzzo nell’unità plurale di una grande Scuola’ in apertura del volume che ne raccoglie gli scritti. A quanto accade oggi rinvia appunto la nuova tappa del percorso sulla verità iniziato nella sezione Intersezioni del precedente fascicolo e che ora entra ora nel vivo con l’intervista rivolta in parallelo ad Aurelio Gentili e Renato Rordorf sul tema della verità e del diritto civile. Roberto Conti formula domande suggestive ed in qualche misura provocatorie, lasciando al lettore il piacere di cogliere dal tenore delle risposte come due intervistati di rango affrontino questioni tra le più attuali del dibattito civilistico, mostrando, se pur con ovvia varietà d’accenti, un’analoga ritrosia nel ritenere che di diritto, verità e legge si possa parlare in termini di identità. Senza che sia possibile neanche provare a sintetizzare la appassionata conversazione tra il convinto assertore del metodo dell’analisi del linguaggio e l’autorevole estensore di significative sentenze, sembra solo utile segnalare che dai raffinati ragionamenti degli intervistati e dalle riflessioni dello stesso intervistatore, quali emergono dalle domande e sono rivelate nelle conclusioni, emerge l’avvertita esigenza di discorrere di certezza, di validità dell’interpretazione della legge, di prevedibilità delle decisioni, di razionalità delle tesi enunciate e, in definitiva, di come sia opportuno declinare la relazione del diritto con la giustizia piuttosto che con la verità. L’attenzione alla giustizia rimanda, tra l’altro, al compito nomofilattico svolto dalla Cassazione e proprio in tale prospettiva la sezione Orientamenti ospita le relazioni che Rosa Maria Dell’Erba, Donato Carusi, Felice Manna, Paolo Gallo e Elena Bellisario hanno presentato in occasione dell’incontro di studio tenuto il 20 settembre 2023, nel quadro della collaborazione instaurata tra l’Associazione e la Struttura di formazione decentrata della Corte di cassazione. In vista della allora annunciata decisione delle Sezioni unite sul tema, gli interventi hanno riguardo al ruolo da assegnare all’azione di ingiustificato arricchimento. Quando il numero della Rivista era ormai composto in via definitiva, è stata pubblicata, con apprezzabile tempestività, a sentenza 5 dicembre 2023, n. 33954 con la quale viene data risposta ai dubbi sollevati dall’ordinanza interlocutoria; viene così lasciato così al lettore il compito di verificare in quale misura la Corte abbia poi raccolto gli spunti e le indicazioni emersi nel ricco dibattito, mentre Accademia tornerà sulla sentenza nel prossimo fascicolo. L’approfondito e colto saggio di Matteo Dellacasa apre la sezione Opinioni con un articolato esame del rilievo da assegnare alla ‘cooperazione’ negli ambiti, non esattamente coincidenti, del rapporto obbligatorio e del contratto. Nella medesima sezione, Elisa Stracqualursi affronta il tema, anch’esso proprio della disciplina del contratto, della clausola condizionale di adempimento e Francesca Cerea considera le risposte giurisprudenziali sul rapporto tra danno da perdita anticipata della vita e danno da perdita di chances di sopravvivenza. Francesca Cristiani invita poi a riflettere sul recente provvedimento con il quale la Cassazione ha rimesso ai Giudici della Consulta la questione di costituzionalità dell’ultimo comma dell’art. 78 cod. civ. del quale, malgrado siano trascorsi più di dieci lustri dall’introduzione del divorzio, è invece rimasta immutata la formula originaria per cui l’affinità, che non cessa per la morte del coniuge, viene solo meno in caso di dichiarazione di nullità del matrimonio. Delle suggestioni di lettura suscitate da due recenti volumi, quello di E. Stolfi su ‘Diritto e potere in Eschilo a Sofocle’ e l’altro di I. Birocchi e E. Mura su ‘Emilio Betti e Aurelio Candian: due giuristi missionari’, riferiscono Bianca Innammorati e Mauro Grondona, mentre nella sezione Osservatori, nella quale già nel fascicolo precedente erano stati illustrati temi presenti sulle riviste d’Oltralpe, Sara Scola dà conto del dibattito sull’avant-projet di riforma dei contratti speciali, riassumendone le linee essenziali volte ad adattare l’impianto normativo alle esigenze della società contemporanea, a rendere più intellegibile, fruibile e chiara la disciplina dei singoli contratti ed a codificare numerosi principi giurisprudenziali largamente condivisi. Alla comunità dei lettori di Accademia tornano così alla mente le proposte di revisione del codice civile sulle quali l’Associazione ha negli anni scorsi profuso l’impegno di studio e di elaborazione. Quelle proposte non hanno tuttavia avuto seguito ed è quindi con curiosità che si sollecita la considerazione delle iniziative di altri Paesi che forse avranno miglior esito: buona lettura!