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28 settembre 2026 – Clausole abusive: il consumatore perde il rimborso se non contesta gli aumenti entro tre anni?

28 Settembre 2026

Corte di giustizia, sentenza 24 settembre 2026, causa C-900/24 | SVB

La Corte di giustizia ha dichiarato contraria alla direttiva 93/13/CEE la regola della giurisprudenza tedesca che impedisce al consumatore di far valere l’invalidità degli aumenti di prezzo derivanti da una clausola abusiva se non li ha contestati entro tre anni dal rendiconto in cui sono stati applicati per la prima volta. Il caso riguardava un contratto di teleriscaldamento con una clausola di revisione del prezzo dichiarata abusiva. Per effetto di quella regola, gli aumenti non contestati in tempo restavano comunque dovuti, e la clausola, pur invalida, continuava di fatto a produrre effetti a danno del consumatore. Secondo la Corte, eliminata la clausola abusiva, il giudice può colmare la lacuna con il diritto interno solo per evitare al consumatore il pregiudizio della caducazione dell’intero contratto, non per conservare gli effetti della clausola. Per la stessa ragione, è incompatibile con la direttiva anche la norma che consente o impone al fornitore di modificare unilateralmente la clausola abusiva: la clausola va disapplicata, non riscritta.

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